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Friday, October 30, 2015

«Stop ai conflitti d’interesse»: nuova legge per la legalizzazione del sistema radiotelevisivo greco


 
In occasione dell’ adozione della legge sul riassetto del sistema radio­te­le­vi­sivo dal Parlamento greco sabato scorso, il segretario per l’informazione e la comunicazione, Lefteris Kretsos, ha rilasciato un’ intervista al giornalista Teodoro Andreadis Synghellakis e al quotidiano Il Manifesto.

In realtà si tratta di una legge che il governo greco avrebbe dovuto appro­vare già ven­ti­cin­que anni fa. Il nostro paese ha tar­dato in modo inspie­ga­bile a rego­la­men­tare il set­tore dei media e della comu­ni­ca­zione, che va a toc­care aspetti molto impor­tanti per lo stesso fun­zio­na­mento della demo­cra­zia”, dichiara Lef­te­ris Kre­tsos, aggiungendo che “vogliamo supe­rare il pro­blema della cor­ru­zione e la rete di interessi incro­ciati tra parte del mondo poli­tico ed eco­no­mico, vogliamo trasparenza”.

Il segretario per l’informazione e la comunicazione spiega che “ven­gono poste delle regole molto pre­cise riguardo a chi può essere pro­prie­ta­rio di una rete tele­vi­siva nazio­nale a tra­smis­sione digi­tale. Dovrà dimo­strare da dove pro­ven­gono i suoi capitali [...] men­tre una società che firma con­tratti con lo stato in altri set­tori non può essere pro­prie­ta­ria di un mezzo di infor­ma­zione. E lo stesso vale anche per i loro proprie­tari e i mem­bri dei con­si­gli di ammi­ni­stra­zione”.

Infatti, il fatto che le tele­vi­sioni pri­vate abbiano tra­smesso gra­zie a dei per­messi tempo­ra­nei e a con­ti­nui rin­vii per ven­ti­cin­que anni “è cer­ta­mente un caso unico al mondo [...] Una realtà che è stata con­dan­nata anche dal Con­si­glio di Stato del nostro paese, e in chiaro con­tra­sto con il diritto comu­ni­ta­rio che difende il plu­ra­li­smo dell’informazione in modo molto chiaro e che con­danna le posi­zioni domi­nanti nel mer­cato dei media. Non sono state rispet­tate, inol­tre, né la Costi­tu­zione, né la legge che afferma che tutti i cit­ta­dini devono pagare le tasse in base alla loro capa­cità contri­bu­tiva”. 

Infine, per quanto riguarda le critiche espresse sui poteri del governo per quanto riguarda la pos­si­bi­lità di deci­dere il prezzo-base per le con­ces­sioni e il numero delle reti ecc., Lefteris Kretsos risponde: “In Gre­cia è in corso uno scon­tro tra il vec­chio e il nuovo, e lo vediamo chia­ra­mente anche per il set­tore dei media [...] Vogliamo far capire a tutti che la tele­vi­sione è parte inte­grante della demo­cra­zia. Non è solo intrat­te­ni­mento, ma con­tri­bui­sce a creare lo spi­rito cri­tico e a dif­fon­dere infor­ma­zione e conoscenza”.